SETTIMANE IN BARCA A VELA ALLE ISOLE PONTINE E FLEGREE ESTATE 2012



PROCIDA, ISCHIA, CAPRI, PONZA, PALMAROLA, VENTOTENE E COSTIERA AMALFITANA

Su barche dai 13 ai 15 metri con o senza skipper

Con base Napoli,  itinerari personalizzati, per  week end  settimane nel Golfo di Napoli e /o Isole Pontine dove sono racchiuse e raggiungibili ,con poche miglia di navigazione, località di grande fascino, famose nel mondo come Ischia, Capri, Procida e la Costiera Amalfitana prima per arrivare, con poshe ore di navigazione a  alle isole Pontine: Ventotene ed il parco marino di S. Stefano, Ponza e Palmarola. Un’arcipelago che, in un mare caraibico offre cultura, siti millenari e paesaggi incontaminati di giorno e alla sera, per chi lo desidera, serate nella allegre e mondane serate di Ischia e Ponza.

Vela, mare, sole, relax, tranquille incontaminate baiette o affollate rade piene di mondanità…

Ad ognuno il proprio sogno.

Isole Flegree


Nell’antichità i greci chiamarono le isole Flegree Pithecussae cioè isole delle scimmie in quanto un mito narrava di Zeus che adirato per le beffe di Efeso e Cercopi li trasformò in scimmie e mandati nelle isole di Ischia e Procida. Un altro mito invece racconta di due titani Tifeo e Mimante che avendo perso in un combattimento contro Zeus questo li punì facendoli seppellire sotto due rocce: Tifeo sotto Ischia e Mimante sotto Procida. Per i greci questo mito sarebbe probabilmente nato per rispondere al misterioso fenomeno delle eruzioni vulcaniche di quelle terre.

Ischia È la più antica colonia della Magna Grecia. Il suo porto era un cratere diventato lago che per avere lo sbocco al mare fu aperto su un lato trasformandolo in un porto molto sicuro.

Dopo l’ultima eruzione del 1300 , nel terreno brullo e roccioso vengono piantati numerosi pini che hanno permesso anche la crescita di piante spontanee tipiche della macchia mediterranea dando così vita a un paesaggio rigoglioso e di straordinaria bellezza. Ischia può essere considerata l’isola della natura. Belle e affascinanti sono anche le sue spiagge tra cui quella di Cartaromana, famosa per la sua bellezza in quanto si può ammirare la presenza di particolari scogli neri di roccia vulcanica e per il fenomeno delle terme marine così che anche in inverno è possibile bagnarsi in acque calde per sgorganti da sorgenti termali. Un’altra è quella degli inglesi vicino al porto, una spiaggia di ciottoli e sabbia dove il mare ha una profondità che aumenta gradualmente.

Procida In un suo libro Elsa Morante parla di quest’isola così « Ah, io non chiederei di essere un gabbiano, né un delfino; mi accontenterei di essere uno scorfano, ch’è il pesce più brutto del mare, pur di ritrovarmi laggiù, a scherzare in quell’acqua. »

Qui è infatti possibile ammirare le sue bellezze naturali passeggiando e assaporando una natura straordinaria. La sua vita è scandita dal ritmo delle onde del mare che ha rappresentato la ricchezza principale dell’isola dove le spiagge si affacciano su un mare limpido.

Capri Di quest’isola Jean-Paul Sartre ha scritto “Capri è sacra. L’obiettivo non è vederla, ma avvertirvi una certa qualità di emozione…” Tra le caratteristiche di Capri sono i suoi profumi: il dolce odore dei fiori d’arancio e dei pini marittimi che si mischiano amabilmente con quello del pesce e del mare. La sua bellezza si può ammirare soprattutto guardandola dal mare certi di vivere un’esperienza ricca di piacevoli sorprese. In una bella giornata di sole si può trovare il piacere di vedere tra le sue insenature e grotte un’acqua chiara e limpida come cristallo. Si possono ammirare i Faraglioni tre picchi che spuntano dal mare stagliandosi maestosi contro il cielo: il primo unito alla terra si chiama Stella, il secondo, separato dal primo per un tratto di mare, Faraglione di Mezzo ed il terzo Faraglione di Fuori o Scopolo, cioè capo o promontorio sul mare.

All’interno invece la famosa Piazzetta è il centro dell’isola di Capri dove ci si incontra per fare colazione o semplicemente due chiacchiere, coperti dalla discrezione degli ombrelloni utilizzati per riparare dal sole.


Le Pontine


A trenta miglia dalla costa, al largo di Gaeta, si trovano le Isole Pontine che prendono il nome da Ponza, la più estesa: Ventotene, Palmarola, Santo Stefano, Zanone e Ponza appunto.

E’ difficile immaginare come a così poca distanza dal caos quotidiano in tutte le sue manifestazioni si possa trovare un’angolo di tale icontaminata bellezzae tranquillità: acque chiare e trasparenti che nulla invidiano a quelle dei mari tropicali e caraibici sicuramente più conosciuti anche se lontanissimi: grotte sottomarine, spiagge bianchissime, faraglioni di tufo e caolino con crateri che tradiscono l’origine vulcanica dell’ isola. Ponza e Ventotene sono le uniche abitate dell’arcipelago

Ponza È la più grande dell’arcipelago nata dalle eruzioni vulcaniche del fondale marino. A seconda dei momenti della giornata le acque che la circondano si colorano dall’azzurro intenso fino al verde smeraldo e lambiscono spiagge grotte, scogli e faraglioni che raccontano l’origine vulcanica dell’isola. Le coste a picco sul mare completano il paesaggio con terrazze spruzzate dai colori dei cespugli di ginestre, ginepro, corbezzolo e fichi d’india, che si specchiano nel Tirreno regalando al mare colori incantevoli. “Chiaia di Luna”, è la spiaggia più bella dell’isola racchiusa tra alte scogliere, si raggiunge solo via mare o attraverso un tunnel di epoca romana.

Ventotene L’isola presenta la sua natura vulcanica attraverso le colorazioni del tufo rosso derivato dalla lava delle eruzioni che soprattutto al tramonto contrastano fortemente con il blu del mare. Ventotene racchiude leggende e storie incantevoli come quella di Ulisse che proprio in questo luogo sentì il canto delle sirene. Sembra impossibile che qui il mare mostri così intensamente tutte le sue sfumature dal blu al celeste. Semplice ed intima, paradiso dei sub con i suoi parchi marini, offre comunque una vita serale meno mondana di Ponza ma ugualmente frizzante nei localini del porto romano: per i diportisti unico vero rifugio di tutto l’arcipelago

Palmarola È stata definita da Folco Quilici una delle terre emerse dal mare più belle del nostro pianeta Un tempo i ponzesi ritenevano che l’isola di Palmarola fosse abitata da demoni, perchè di notte si udivano lamenti paurosi e strani rumori. Probabilmente si trattava di grida di uccelli che nidificando facevano rotolare qualche roccia nel mare. Qui l’uomo preistorico veniva a raccogliere l’ossidiana per costruire utensili ed armi. Il suo nome deriva dal fatto che vi cresce una palma nana originaria dell’Europa. L’isola è completamente disabitata ma viene visitata dai numerosi turisti durante la stagione estiva. Sui suoi pendii ci sono grotte scavate anticamente per trovare riparo dopo la pesca o la coltivazione di piccoli pezzi di terra rubata al mare.

S. Stefano È l’isola più piccola delle Pontine, si può facilmente percorrere in breve tempo e offre uno spettacolare panorama

dal blu intenso del mare alle coste frastagliate ai suoi fondali ricchi di molte speci ittiche.

È un’isola disabitata che si raggiunge dalla vicina Ventotene. È stata usata come luogo di esilio durante il periodo fascista. Vi si trova un monumento imponente l’ex penitenziario settecentesco borbonico con 99 celle dentro le quali furono imprigionati anche personaggi del Risorgimento, al suo interno sono state girate alcune scene di film tra cui L’urlo di Tinto Brass. Dall’isola si può ammirare Ventotene e verso sud l’alto profilo dell’isola d’Ischia.

Zannone Oasi naturale l’isola è meta di passaggio di varie speci di uccelli migratori tra cui il falco pellegrino ed il gabbiano reale. È ricca inoltre di rettili e insetti, è presente anche una colonia di mufloni. A differenza delle altre isole dell’arcipelago ha un terreno regolare e compatto presenta una vegetazione variegata con un esemplari di quercia, lecci, agavi, ginestre e fichi d’india, rosmarino ed erica che rendono il paesaggio ricco e profumato.

Per proteggere la ricca vegetazione di lecci e la presenza di molti uccelli l’isola è stata inserita nel Parco Nazionale del Circeo. Unico posto d’approdo dell’isola di Zannone è il Varo un’insenatura con sponde rocciose. A Capo Negro è situato il faro.